Marco Zoppi fa il punto della situazione sulla Voluntary Disclosure

La Voluntary Disclosure, la procedura mediante la quale i possessori di capitali non regolarizzati all’estero possono autonomamente denunciarsi per rimettersi in regola con il Fisco Italiano, è oggi argomento di un dibattito piuttosto acceso sul quale, negli scorsi giorni, è intervenuto anche il fondatore e CEO di Global Capital Trust Marco Zoppi.

La normativa, entrata in vigore lo scorso 1° di Gennaio e contenuta nel testo della Legge N° 186 del 15 Dicembre 2014, presenta ancora parecchi lati oscuri che, secondo il dott. Marco Zoppi, necessitano di chiarimenti immediati. Proprio per questo motivo, come confermato anche da alcuni rumors provenienti direttamente da fonti governative, il termine ultimo previsto per l’autodenuncia ed inizialmente fissato per il prossimo 30 di Settembre, potrebbe slittare alla fine dell’anno o addirittura all’inizio del 2016.

Lo scopo dello spostamento di tale data, quindi, sarebbe quello di fare luce sui numerosi punti non ancora chiari di tutta la normativa e permettere a tutti i contribuenti italiani ancora irregolari di ridefinire in tutta serenità la loro posizione davanti al Fisco.

I punti da chiarire secondo Marco Zoppi

Partendo dal presupposto che la Voluntary Disclosure permetterà ai titolari di posizioni estere non regolarizzate di azzerare la propria posizione debitoria nei confronti del Fisco Italiano solo dopo il pagamento di tutte le tasse eluse e di tutte le relative ammende, Marco Zoppi ha recentemente fatto il punto della situazione ponendo l’accento su tutti gli aspetti non ancora chiari del procedimento.

In primis, ad esempio, risulta ancora oscuro in quali casi concreti si abbia il raddoppio dei tempi nei casi di reati penali: in presenza di questi ultimi, infatti, il termine di cinque anni adottato per la base di calcolo della Voluntary Disclosure raddoppia, arrivando dunque a dieci anni.

Un altro aspetto di estrema importanza ancora tutto da chiarire è quello che riguarda i prelevamenti in contanti: dovendo gli stessi essere giustificati, acquisendo il professionista in sede di intervista preliminare il dato circa l’avvenuto prelievo, quale ‘’pezza giustificativa’’ può esibire a corredo della documentazione istruttoria?

Punto focale, visto anche che Global Capital Trust ha sede proprio in Svizzera, è quello che riguarda la gestione della posizione dei frontalieri, riguardo ai quali non è ancora stato definito in maniera del tutto comprensibile come debba considerarsi il c.d. ‘’secondo pilastro fiscale svizzero’’.

Global Capital Trust: un partner affidabile per i contribuenti italiani

Marco Zoppi sottolinea come Global Capital Trust si sia mossa anzitempo per favorire i propri clienti e per dettare un movimento che portasse ad una migliore definizione di tutti i punti cruciali della Voluntary Discosure. Proprio in funzione di tutto ciò, la società del dottor Marco Zoppi si offre come valido partner per gli investitori italiani che necessitino di un supporto per la gestione delle operazioni preliminari relative all’autodenuncia: tanto per la puntuale ricostruzione delle movimentazioni di capitali avvenute, che per il calcolo effettivo della Voluntary Disclosure.

A tale ultimo rigurdo, come sottolineato da Marco Zoppi, Global Capital Trust dispone di un software proprietario, sviluppato in concerto con lo Studio Mattavelli di Lugano, che permette di calcolare precisamente tutti i costi della Voluntary Disclosure e di procedere anche al confronto del calcolo analitico con quello forfettario.

Marco Zoppi fa il punto della situazione sulla Voluntary Disclosureultima modifica: 2015-08-16T17:09:19+02:00da marco-zoppi
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